Cenni storici sull'Omeopatia
Il primo accenno all'Omeopatia in Occidente è di Ippocrate (460-370 a.C) che basa la sua medicina su due principi fondamentali; "Similia similibus curentur" ("legge dei simili") e "Contraria contrariis curentur" ("legge dei contrari"). Nella sua scuola, Ippocrate, li utilizza entrambi. Se in Occidente, Ippocrate è il primo ad accennare a questo principio, in Oriente, la pratica dell'agopuntura, sconfiggere un dolore con l'infissione di un ago, sicuramente doloroso, è in parte un "similia similibus curentur". Anche dalla Bibbia, ci giungono accenni alla legge della similitudine; infatti, nell'Esodo, Mosè, colloca la riproduzione di un serpente sulla punta di una verga per combattere l'invasione degli stessi nel campo dei suoi seguaci. Inoltre getta, nell'acqua amara e imbevibile di una sorgente, una pianta amara al fine di renderla potabile. Il fondatore dell'Omeopatia, nella sua forma sistematizzata, è Samuel Hahnemann. Hahnemann nacque in Germania nel 1755, le condizioni economiche della famiglia sono disagiate ed il giovane Samuel riesce a studiare, dapprima, grazie ad una borsa di studio, in seguito all'Università di Lipsia, dove frequenta la facoltà di Medicina, mantenendosi con il suo lavoro di traduttore. Proprio traducendo un testo di Cullen sulla China del Perù nasce la curiosità di capire l'effetto di un farmaco su un individuo sano. Comincia egli stesso ad assumere la china ed osserva che questa sostanza, utilizzata per eliminare la febbre ha il potere di svilupparla. Nasce " la legge della similitudine". A questa intuizione segue quella della "diluizione"; ogni rimedio deve essere sottoposto a "diluizione " e "scuotimento", per eliminarne la tossicità ed attivarne la capacità terapeutica.Formazione e società scientifiche Omeopatiche
Per ottenere il titolo di Omeopata, in Italia, è previsto il conseguimento della Laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Medicina Omeopatica. I corsi vengono tenuti dalle scuole (non universitarie) della FIAMO (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati) che sono 13 in Italia, da scuole indipendenti, e dalle scuole della SIMO (Società Italiana di Medicina Omeopatica). La formazione prevede 600 ore tra lezioni teoriche e attività pratiche, al termine delle quali viene rilasciato un diploma o un attestato. Per potersi iscrivere al Registro Nazionale dei Medici Omeopati e poter esercitare la professione è necessaria un'ulterore pratica della durata di due anni.Revisionato da
Dr. Emanuele Urbani
medico di medicina generale